Salvatore Infantino intervista Maurizio Hazan – Nat Cat, Arbitro Assicurativo, AI e RCA: le Principali Novità del 2025

Last Updated: 13 Maggio 2025By

 

 

Maurizio Hazan: Grazie Salvatore, è un piacere essere qui con te e con i tuoi lettori.

Salvatore Infantino: Maurizio, per iniziare, potresti raccontarci un po’ del tuo percorso professionale? Come mai hai deciso di specializzarti nel settore assicurativo?

Maurizio Hazan: Certamente, Salvatore. Non sempre sono le scelte ragionate a determinare un percorso. Spesso sono le occasioni che ti si presentano ad orientare più o meno consapevolmente le scelte. Ho iniziato ad occuparmi di assicurativo in modo “routinario” quando svolgevo il praticantato all’inizio della carriera. Ritenendo non appagante un approccio applicativo superficiale alla materia ho provato a studiarla un po’ più in profondità. E ho compreso quanto il diritto delle assicurazioni, spesso confuso con la “pratica“ della gestione degli indennizzi, sia tecnicamente complesso oltre che di centrale importanza per i suoi impatti sociali.

Il rischio – o meglio l’assunzione responsabile del rischio – sta al centro del concetto stesso di assicurazione ed esprime una categoria morale, indispensabile a trasformare situazioni di potenziale pericolo in esperienze utili: “no risk no story”!

Con questa consapevolezza mi sono appassionato della materia.

Salvatore Infantino: Qual è stata la tua formazione e da dove provieni professionalmente?

Maurizio Hazan: Una formazione irrituale, essendomi inizialmente dedicato alla musica…. Poi e’ venuta la professione, iniziata un po’ per caso ma affrontata con impegno e passione. La mia specializzazione in assicurazione e responsabilità mi ha portato ad esser coinvolto in molte bellissime esperienze, tra le quali la cura di numerose pubblicazioni, la direzione del Master MAPA e la Presidenza della Fondazione Italia in salute.

Salvatore Infantino: Passando alle novità del 2025, quali sono le principali innovazioni introdotte dal decreto Nat Cat e come pensi che impatteranno sul settore assicurativo?

Maurizio Hazan: L’obbligo di assicurazioni dei rischi catastrofali da eventi naturali costituisce una sfida obbligata – data l’aumentata frequenza del rischio – ma di non facile realizzazione pratica, come attestato dalle numerose difficoltà incontrate dal legislatore e dall’esecutivo nel confezionamento della norma primaria e nella messa a punto di un regolamento attuativo equilibrato e applicabile in concreto. Come tutte le novità andrà metabolizzata e verificata, passo passo, nella sua effettiva efficacia e operatività. Certo, al pari di ogni altro obbligo assicurativo, rappresenta una grande occasione di sviluppo di nuovi business assicurativi, che dovranno tuttavia coniugarsi con una forte campagna di comunicazione, tesa a promuovere la cultura assicurativa e vincere la diffidenza di una utenza che spesso fraintende le intenzioni del legislatore e vive i nuovi impegni assicurativi come una specie di imposta aggiunta (e non invece come un fondamentale strumento di tutela e, dopo tutto, di risparmio). Si tratta, peraltro, di un primo modello – forse ancora approssimativo – di compartecipazione tra pubblico e privato nella protezione di rischi socialmente rilevanti e difficilmente sostenibili dal solo comparto assicurativo. L’esplosione potenziale di nuovi fenomeni di rischio di grande impatto sociale (cyber risk o non autosufficienza, solo per citarne alcuni) rende la disciplina sulle CAT NAT un esempio interessante a cui potersi riferire prospetticamente.

Salvatore Infantino: L’Arbitro Assicurativo rappresenta una novità importante. Pensi che possa diventare una valida alternativa alla giustizia ordinaria per risolvere le controversie? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Maurizio Hazan: L’idea di evitare, se possibile, il giudizio e i suoi costi e’ certamente commendevole, specie in considerazione dei tempi dilatati di gestione del processo civile. L’italia, peraltro, è territorio incline al litigio e non sempre le forme di ADR hanno funzionato, risolvendosi spesso in semplici passaggi obbligati formali, indispensabili ad assolvere la condizione di procedibilità, quando prevista dalla legge (come accade per la mediazione nel settore assicurativo).

Ben venga dunque l’arbitrato, che certamente ha il vantaggio (per i reclamanti) di “convenire” la compagnia davanti ad un collegio la cui forza persuasiva dipende, in qualche modo, dalla sua natura istituzionale e dalla sua gestione da parte delll’IVASS. Potrebbe dunque funzionare e anche servire, all’interno delle imprese assicurative, per orientare la propria funzione reclami ad una gestione innovativa degli stessi, in ottica di prevenzione di futuri conflitti, di POG e di preparazione all’eventuale arbitrato. Sarà comunque il tempo a dirci se questa procedura, che comunque costituisce condizione di procedibilità della eventuale domanda giudiziale, sarà davvero utile e ben gestita da tutte le parti coinvolte.

Salvatore Infantino: L’estensione dell’obbligo RCA alle aree private e ai veicoli elettrici leggeri ha suscitato molte discussioni. Qual è la tua valutazione su questa normativa e quali conseguenze potrebbe avere per i consumatori e le compagnie?

Maurizio Hazan: L’estensione dell’obbligo RCA alle aree private non è una novità, in quanto da tempo sancita in ambito europeo dalla Corte di Giustizia. LE maggiori discussioni nascono  dalla precaria formulazione delle norme che hanno attuato la direttiva europea (D. Lgs 184/2023) modificando il Codice delle assicurazioni e introducendo dubbi interpretativi che avrebbero potuto essere meglio e diversamente risolti (con particolare ma non esclusivo riferimento a determinati mezzi non immatricolati, quali i muletti e i carrelli elevatori che circolano in aree private con funzioni di lavoro; ma anche in relazione alle flotte di veicoli e alla possibilità, o meno, di assicurarli con il vecchio metodo delle polizze “a libro matricola”). Quanto ai veicoli leggeri le scelte del legislatore, specie per i monopattini (e non invece le bici elettriche), sembrano forti e forse eccessive, anche in considerazione che il rischio di RCT è blando, essendo invece molto più severo il rischio degli infortuni in capo al conducente. Le nuove norme, anche in materia di sicurezza (casco, luci, freccie) sono a tutt’oggi in buona parte disapplicate nella prassi. E in attesa del completamento della disciplina attuativa anche l’obbligo assicurativo rimarrà solo sulla carta: c’è da chiedersi per quanto tempo e se davvero il legislatore avrà voglia di dar seguito ad un percorso regolamentare forse sproporzionato rispetto alla reale dimensione dei rischi che si vogliono cautelare.

Appena il caso, da ultimo, di ricordare che il 2025 è l’anno in cui ha visto la luce la TUN, ossia la tabella unica nazionale dei valori pecuniari di risarcimento delle lesioni da RCA e Rc sanitaria. La sia aspettava da vent’anni. E questa è certamente una novità importante.

Salvatore Infantino: La semplificazione dell’informativa precontrattuale (MUP) è stata introdotta per rendere le informazioni più chiare e accessibili. Pensi che questa misura sarà efficace nel raggiungere tale obiettivo?

Maurizio Hazan: La semplificazione dell’informativa precontrattuale è indispensabile. La normativa primaria, e soprattutto la regolamentazione secondaria, è parsa vittima, in quest’ultimo decennio, di una ipertrofia formalistica che ha avuto più difetti che pregi: troppe informazioni e troppe formalità ingolfano i processi distributivi senza quasi mai raggiungere il risultato di chiarezza predicato nelle intenzioni. Anzi: le informazioni più rilevanti si perdono, assai frequentemente, in un marasma di notizie e avvertenze che annacquano i contenuti più essenziali del prodotto. Più che il MUP è la riforma dei dip aggiuntivi a costituire una importante novità: quei documenti precontrattuali nella prassi erano diventati una sorta di duplicato della polizza, talvolta neppure ben coordinato con i contenuti contrattuali. Era indispensabile ridurli e razionalizzarli

Less is more, vien da dire.

Ma la vera sfida, più che nella semplificazione dei moduli, sta nella chiarezza del linguaggio.

Il lessico assicurativo è sovente incomprensibile. E i testi contrattuali troppo spesso mal formulati e difficilmente leggibili.

Commendevole, al riguardo, l’impegno di Ivass e di Ania nel cercare di individuare principi e criteri redazionali che consentano all’utenza di affidarsi con più semplicità, e soprattutto fiducia, alle coperture assicurative verso le quali, sino ad oggi, si avverte un fortissimo pregiudizio culturale, dettato anche dalla scarsa comprensibilità delle polizze e delle loro (pur spesso fondamentali) funzioni di protezione. Va peraltro sottolineato una cattiva tecnica redazionale finisca per comportare oggi, per l distributori, un rischio Giuridico notevole nell’ambito di contenziosi eventualmente promossi da clienti insoddisfatti: la giurisprudenza pare ormai inesorabilmente incline a risolvere ogni dubbio e ogni incertezza applicativa in senso favorevole agli assicurati. Il che costituisce per gli operatori assicurativi un serio pericolo di vedere i propri prodotti completamente riqualificati rispetto alle iniziali regole del gioco assuntivo. Ciao vuoi sotto il profilo  della rivisitazione della causa del contratto che della sua incoerenza rispetto alle esigenze assicurative della clientela, anche in termini di “value for money”.

Salvatore Infantino: Come la digitalizzazione anni fa adesso l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più presente nel settore assicurativo. Quali sono le implicazioni legali di questa tecnologia e come le compagnie possono sfruttarla al meglio?

Maurizio Hazan: Il sempre maggior utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo, così come in quello legale, pur confermando le straordinarie potenzialità di supporto all’attività professionale, sta facendo emergere i rischi correlati a un impiego troppo disinvolto e non adeguatamente monitorato di questi strumenti innovativi.

Il delicato rapporto con l’Ia, specie nel settore Giuridico ed economico, deve rispettare il principio – etico, giuridico e deontologico – della competenza e della perizia del professionista, a cui va affidato il governo responsabile e il controllo della macchina, che deve sempre essere presidiata e guidata. In questo contesto si calano le prescrizioni contenute nel disegno di legge sull’intelligenza artificiale, approvato dal Senato lo scorso 20 marzo e in attesa di iniziare l’esame alla Camera (atto 2316).

Il testo, in aderenza con quanto stabilito dall’articolo 14 del regolamento europeo 1689/2024 (Ai Act) in tema di sorveglianza umana, mira a promuovere un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dei sistemi di Ia, in una dimensione antropocentrica che garantisca il rispetto dell’autonomia e del potere decisionale dell’uomo. In questo quadro, hanno particolare rilievo le professioni intellettuali e sanitarie.  Il disegno di legge mira a evitare che la macchina finisca per opacizzare il ruolo guida del professionista. L’articolo 13 del disegno di legge limita infatti l’utilizzo dei sistemi di Ia nelle professioni intellettuali alle sole «attività strumentali e di supporto all’attività professionale» salvaguardando il principio di «prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera».

Il secondo comma della disposizione introduce l’obbligo (peraltro non assistito da sanzione) di informare i clienti sui sistemi di Ia utilizzati dal professionista attraverso una comunicazione chiara, semplice ed esaustiva. Si tratta insomma di dotare il professionista delle necessarie competenze per utilizzare al meglio l’Ia, mettendo il sistema in sicurezza anche sotto il profilo del cyber risk.

Nell’attività professionale sarà dunque ancora – almeno per un po’ – la qualità della preparazione personale a fare quella differenza che un corretto ricorso all’intelligenza artificiale potrà ulteriormente enfatizzare.

Salvatore Infantino:Guardando al futuro, quale pensi sia la sfida più grande che il settore assicurativo italiano dovrà affrontare nei prossimi anni?

Maurizio Hazan: Si tratta anzitutto di vincere la sfida del pregiudizio, di cui abbiamo già detto, e promuovere una cultura assicurativa in grado di intercettare e soddisfare i bisogni, sempre più urgenti, di protezione nella società del rischio. La moderna assicurazione deve dunque educare alla conoscenza e alla migliore gestione dei rischi che insidiano la qualità e la sicurezza della vita, anteponendo le esigenze di prevenzione dei danni a quelle di liquidazione di eventuali indennizzi.

Anche sulla scia dei nuovi obblighi di assicurazione, occorre impegnarsi per farne comprendere il reale significato socioeconomico e il valore straordinario, e in qualche modo solidale, della mutualità, anche a sostegno del più sereno svolgimento di attività socialmente indispensabili eppure endemicamente pericolose. Come l’attività sanitaria, ad esempio. Ma per farlo bisogna saper parlar chiaro e agire eticamente. E’ tempo per un cambio di passo, nella direzione di un più ampio concetto di welfare. Anche attraverso una miglior compartecipazione tra un sistema pubblico che deve essere più efficiente e un sistema assicurativo privato meglio integrato. Ma anche, e forse soprattutto, per la rivisitazione di alcuni dogmi ed istituti (penso al cd “Principio indennitario” ad esempio) la cui ostinata e poco elastica applicazione rischia, in certi contesti, di dar luogo ad esiti anacronistici e poco accettabili (e qui il pensiero corre alla polizza infortuni e alla regola della non cumulabilità tra indennizzi…).

Salvatore Infantino: Infine, quale consiglio daresti ai giovani che desiderano intraprendere una carriera nel settore assicurativo?

Maurizio Hazan: Ai giovani che vogliono entrare nel settore dico che si tratta di un settore dalle potenzialità ancora in buona parte inesplose. Sotto il profilo giuridico non si tratta più di un diritto di secondo rango bensì di una materia di largo fascino che integra indissolubilmente le tematiche del danno e della responsabilità. Per quel che invece attiene agli operatori economici e della distribuzione, la direzione si sposta verso lo studio del rischio: studio che deve soppiantare gli approcci di vendita tipici delle garanzie della rc auto, collocate sul mercato sullo slancio di un obbligo assicurativo che ancora oggi alimenta una pura competizione sul prezzo, cancellando completamente nella clientela la consapevolezza della funzione economica e sociale di quelle coperture. Insomma, c’è molto da fare. Anche vincendo la resistenza di quella parte “vecchia” del sistema assicurativo poco incline a favorire un reale cambiamento e assecondare una visione prospettica di maggiore e ben diverso respiro rispetto a quanto oggi in concreto avviene.

Salvatore Infantino: Grazie mille Maurizio per questa interessante chiacchierata! Sono certo che i nostri lettori abbiano trovato utili i tuoi spunti. Su queste novità ci sto lavorando anche io e saranno tutte inserite nell’edizione 2025 del mio manuale “Intermediario Assicurativo e Riassicurativo” per la preparazione dell’Esame IVASS per l’iscrizione alle sez. A e B del RUI.

Continuate a seguirci su ioassicuro.it e sui miei canali social per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità del mondo delle assicurazioni!

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    Maurizio Hazan: Grazie Salvatore, è un piacere essere qui con te e con i tuoi lettori.

    Salvatore Infantino: Maurizio, per iniziare, potresti raccontarci un po’ del tuo percorso professionale? Come mai hai deciso di specializzarti nel settore assicurativo?

    Maurizio Hazan: Certamente, Salvatore. Non sempre sono le scelte ragionate a determinare un percorso. Spesso sono le occasioni che ti si presentano ad orientare più o meno consapevolmente le scelte. Ho iniziato ad occuparmi di assicurativo in modo “routinario” quando svolgevo il praticantato all’inizio della carriera. Ritenendo non appagante un approccio applicativo superficiale alla materia ho provato a studiarla un po’ più in profondità. E ho compreso quanto il diritto delle assicurazioni, spesso confuso con la “pratica“ della gestione degli indennizzi, sia tecnicamente complesso oltre che di centrale importanza per i suoi impatti sociali.

    Il rischio – o meglio l’assunzione responsabile del rischio – sta al centro del concetto stesso di assicurazione ed esprime una categoria morale, indispensabile a trasformare situazioni di potenziale pericolo in esperienze utili: “no risk no story”!

    Con questa consapevolezza mi sono appassionato della materia.

    Salvatore Infantino: Qual è stata la tua formazione e da dove provieni professionalmente?

    Maurizio Hazan: Una formazione irrituale, essendomi inizialmente dedicato alla musica…. Poi e’ venuta la professione, iniziata un po’ per caso ma affrontata con impegno e passione. La mia specializzazione in assicurazione e responsabilità mi ha portato ad esser coinvolto in molte bellissime esperienze, tra le quali la cura di numerose pubblicazioni, la direzione del Master MAPA e la Presidenza della Fondazione Italia in salute.

    Salvatore Infantino: Passando alle novità del 2025, quali sono le principali innovazioni introdotte dal decreto Nat Cat e come pensi che impatteranno sul settore assicurativo?

    Maurizio Hazan: L’obbligo di assicurazioni dei rischi catastrofali da eventi naturali costituisce una sfida obbligata – data l’aumentata frequenza del rischio – ma di non facile realizzazione pratica, come attestato dalle numerose difficoltà incontrate dal legislatore e dall’esecutivo nel confezionamento della norma primaria e nella messa a punto di un regolamento attuativo equilibrato e applicabile in concreto. Come tutte le novità andrà metabolizzata e verificata, passo passo, nella sua effettiva efficacia e operatività. Certo, al pari di ogni altro obbligo assicurativo, rappresenta una grande occasione di sviluppo di nuovi business assicurativi, che dovranno tuttavia coniugarsi con una forte campagna di comunicazione, tesa a promuovere la cultura assicurativa e vincere la diffidenza di una utenza che spesso fraintende le intenzioni del legislatore e vive i nuovi impegni assicurativi come una specie di imposta aggiunta (e non invece come un fondamentale strumento di tutela e, dopo tutto, di risparmio). Si tratta, peraltro, di un primo modello – forse ancora approssimativo – di compartecipazione tra pubblico e privato nella protezione di rischi socialmente rilevanti e difficilmente sostenibili dal solo comparto assicurativo. L’esplosione potenziale di nuovi fenomeni di rischio di grande impatto sociale (cyber risk o non autosufficienza, solo per citarne alcuni) rende la disciplina sulle CAT NAT un esempio interessante a cui potersi riferire prospetticamente.

    Salvatore Infantino: L’Arbitro Assicurativo rappresenta una novità importante. Pensi che possa diventare una valida alternativa alla giustizia ordinaria per risolvere le controversie? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

    Maurizio Hazan: L’idea di evitare, se possibile, il giudizio e i suoi costi e’ certamente commendevole, specie in considerazione dei tempi dilatati di gestione del processo civile. L’italia, peraltro, è territorio incline al litigio e non sempre le forme di ADR hanno funzionato, risolvendosi spesso in semplici passaggi obbligati formali, indispensabili ad assolvere la condizione di procedibilità, quando prevista dalla legge (come accade per la mediazione nel settore assicurativo).

    Ben venga dunque l’arbitrato, che certamente ha il vantaggio (per i reclamanti) di “convenire” la compagnia davanti ad un collegio la cui forza persuasiva dipende, in qualche modo, dalla sua natura istituzionale e dalla sua gestione da parte delll’IVASS. Potrebbe dunque funzionare e anche servire, all’interno delle imprese assicurative, per orientare la propria funzione reclami ad una gestione innovativa degli stessi, in ottica di prevenzione di futuri conflitti, di POG e di preparazione all’eventuale arbitrato. Sarà comunque il tempo a dirci se questa procedura, che comunque costituisce condizione di procedibilità della eventuale domanda giudiziale, sarà davvero utile e ben gestita da tutte le parti coinvolte.

    Salvatore Infantino: L’estensione dell’obbligo RCA alle aree private e ai veicoli elettrici leggeri ha suscitato molte discussioni. Qual è la tua valutazione su questa normativa e quali conseguenze potrebbe avere per i consumatori e le compagnie?

    Maurizio Hazan: L’estensione dell’obbligo RCA alle aree private non è una novità, in quanto da tempo sancita in ambito europeo dalla Corte di Giustizia. LE maggiori discussioni nascono  dalla precaria formulazione delle norme che hanno attuato la direttiva europea (D. Lgs 184/2023) modificando il Codice delle assicurazioni e introducendo dubbi interpretativi che avrebbero potuto essere meglio e diversamente risolti (con particolare ma non esclusivo riferimento a determinati mezzi non immatricolati, quali i muletti e i carrelli elevatori che circolano in aree private con funzioni di lavoro; ma anche in relazione alle flotte di veicoli e alla possibilità, o meno, di assicurarli con il vecchio metodo delle polizze “a libro matricola”). Quanto ai veicoli leggeri le scelte del legislatore, specie per i monopattini (e non invece le bici elettriche), sembrano forti e forse eccessive, anche in considerazione che il rischio di RCT è blando, essendo invece molto più severo il rischio degli infortuni in capo al conducente. Le nuove norme, anche in materia di sicurezza (casco, luci, freccie) sono a tutt’oggi in buona parte disapplicate nella prassi. E in attesa del completamento della disciplina attuativa anche l’obbligo assicurativo rimarrà solo sulla carta: c’è da chiedersi per quanto tempo e se davvero il legislatore avrà voglia di dar seguito ad un percorso regolamentare forse sproporzionato rispetto alla reale dimensione dei rischi che si vogliono cautelare.

    Appena il caso, da ultimo, di ricordare che il 2025 è l’anno in cui ha visto la luce la TUN, ossia la tabella unica nazionale dei valori pecuniari di risarcimento delle lesioni da RCA e Rc sanitaria. La sia aspettava da vent’anni. E questa è certamente una novità importante.

    Salvatore Infantino: La semplificazione dell’informativa precontrattuale (MUP) è stata introdotta per rendere le informazioni più chiare e accessibili. Pensi che questa misura sarà efficace nel raggiungere tale obiettivo?

    Maurizio Hazan: La semplificazione dell’informativa precontrattuale è indispensabile. La normativa primaria, e soprattutto la regolamentazione secondaria, è parsa vittima, in quest’ultimo decennio, di una ipertrofia formalistica che ha avuto più difetti che pregi: troppe informazioni e troppe formalità ingolfano i processi distributivi senza quasi mai raggiungere il risultato di chiarezza predicato nelle intenzioni. Anzi: le informazioni più rilevanti si perdono, assai frequentemente, in un marasma di notizie e avvertenze che annacquano i contenuti più essenziali del prodotto. Più che il MUP è la riforma dei dip aggiuntivi a costituire una importante novità: quei documenti precontrattuali nella prassi erano diventati una sorta di duplicato della polizza, talvolta neppure ben coordinato con i contenuti contrattuali. Era indispensabile ridurli e razionalizzarli

    Less is more, vien da dire.

    Ma la vera sfida, più che nella semplificazione dei moduli, sta nella chiarezza del linguaggio.

    Il lessico assicurativo è sovente incomprensibile. E i testi contrattuali troppo spesso mal formulati e difficilmente leggibili.

    Commendevole, al riguardo, l’impegno di Ivass e di Ania nel cercare di individuare principi e criteri redazionali che consentano all’utenza di affidarsi con più semplicità, e soprattutto fiducia, alle coperture assicurative verso le quali, sino ad oggi, si avverte un fortissimo pregiudizio culturale, dettato anche dalla scarsa comprensibilità delle polizze e delle loro (pur spesso fondamentali) funzioni di protezione. Va peraltro sottolineato una cattiva tecnica redazionale finisca per comportare oggi, per l distributori, un rischio Giuridico notevole nell’ambito di contenziosi eventualmente promossi da clienti insoddisfatti: la giurisprudenza pare ormai inesorabilmente incline a risolvere ogni dubbio e ogni incertezza applicativa in senso favorevole agli assicurati. Il che costituisce per gli operatori assicurativi un serio pericolo di vedere i propri prodotti completamente riqualificati rispetto alle iniziali regole del gioco assuntivo. Ciao vuoi sotto il profilo  della rivisitazione della causa del contratto che della sua incoerenza rispetto alle esigenze assicurative della clientela, anche in termini di “value for money”.

    Salvatore Infantino: Come la digitalizzazione anni fa adesso l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più presente nel settore assicurativo. Quali sono le implicazioni legali di questa tecnologia e come le compagnie possono sfruttarla al meglio?

    Maurizio Hazan: Il sempre maggior utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo, così come in quello legale, pur confermando le straordinarie potenzialità di supporto all’attività professionale, sta facendo emergere i rischi correlati a un impiego troppo disinvolto e non adeguatamente monitorato di questi strumenti innovativi.

    Il delicato rapporto con l’Ia, specie nel settore Giuridico ed economico, deve rispettare il principio – etico, giuridico e deontologico – della competenza e della perizia del professionista, a cui va affidato il governo responsabile e il controllo della macchina, che deve sempre essere presidiata e guidata. In questo contesto si calano le prescrizioni contenute nel disegno di legge sull’intelligenza artificiale, approvato dal Senato lo scorso 20 marzo e in attesa di iniziare l’esame alla Camera (atto 2316).

    Il testo, in aderenza con quanto stabilito dall’articolo 14 del regolamento europeo 1689/2024 (Ai Act) in tema di sorveglianza umana, mira a promuovere un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dei sistemi di Ia, in una dimensione antropocentrica che garantisca il rispetto dell’autonomia e del potere decisionale dell’uomo. In questo quadro, hanno particolare rilievo le professioni intellettuali e sanitarie.  Il disegno di legge mira a evitare che la macchina finisca per opacizzare il ruolo guida del professionista. L’articolo 13 del disegno di legge limita infatti l’utilizzo dei sistemi di Ia nelle professioni intellettuali alle sole «attività strumentali e di supporto all’attività professionale» salvaguardando il principio di «prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera».

    Il secondo comma della disposizione introduce l’obbligo (peraltro non assistito da sanzione) di informare i clienti sui sistemi di Ia utilizzati dal professionista attraverso una comunicazione chiara, semplice ed esaustiva. Si tratta insomma di dotare il professionista delle necessarie competenze per utilizzare al meglio l’Ia, mettendo il sistema in sicurezza anche sotto il profilo del cyber risk.

    Nell’attività professionale sarà dunque ancora – almeno per un po’ – la qualità della preparazione personale a fare quella differenza che un corretto ricorso all’intelligenza artificiale potrà ulteriormente enfatizzare.

    Salvatore Infantino:Guardando al futuro, quale pensi sia la sfida più grande che il settore assicurativo italiano dovrà affrontare nei prossimi anni?

    Maurizio Hazan: Si tratta anzitutto di vincere la sfida del pregiudizio, di cui abbiamo già detto, e promuovere una cultura assicurativa in grado di intercettare e soddisfare i bisogni, sempre più urgenti, di protezione nella società del rischio. La moderna assicurazione deve dunque educare alla conoscenza e alla migliore gestione dei rischi che insidiano la qualità e la sicurezza della vita, anteponendo le esigenze di prevenzione dei danni a quelle di liquidazione di eventuali indennizzi.

    Anche sulla scia dei nuovi obblighi di assicurazione, occorre impegnarsi per farne comprendere il reale significato socioeconomico e il valore straordinario, e in qualche modo solidale, della mutualità, anche a sostegno del più sereno svolgimento di attività socialmente indispensabili eppure endemicamente pericolose. Come l’attività sanitaria, ad esempio. Ma per farlo bisogna saper parlar chiaro e agire eticamente. E’ tempo per un cambio di passo, nella direzione di un più ampio concetto di welfare. Anche attraverso una miglior compartecipazione tra un sistema pubblico che deve essere più efficiente e un sistema assicurativo privato meglio integrato. Ma anche, e forse soprattutto, per la rivisitazione di alcuni dogmi ed istituti (penso al cd “Principio indennitario” ad esempio) la cui ostinata e poco elastica applicazione rischia, in certi contesti, di dar luogo ad esiti anacronistici e poco accettabili (e qui il pensiero corre alla polizza infortuni e alla regola della non cumulabilità tra indennizzi…).

    Salvatore Infantino: Infine, quale consiglio daresti ai giovani che desiderano intraprendere una carriera nel settore assicurativo?

    Maurizio Hazan: Ai giovani che vogliono entrare nel settore dico che si tratta di un settore dalle potenzialità ancora in buona parte inesplose. Sotto il profilo giuridico non si tratta più di un diritto di secondo rango bensì di una materia di largo fascino che integra indissolubilmente le tematiche del danno e della responsabilità. Per quel che invece attiene agli operatori economici e della distribuzione, la direzione si sposta verso lo studio del rischio: studio che deve soppiantare gli approcci di vendita tipici delle garanzie della rc auto, collocate sul mercato sullo slancio di un obbligo assicurativo che ancora oggi alimenta una pura competizione sul prezzo, cancellando completamente nella clientela la consapevolezza della funzione economica e sociale di quelle coperture. Insomma, c’è molto da fare. Anche vincendo la resistenza di quella parte “vecchia” del sistema assicurativo poco incline a favorire un reale cambiamento e assecondare una visione prospettica di maggiore e ben diverso respiro rispetto a quanto oggi in concreto avviene.

    Salvatore Infantino: Grazie mille Maurizio per questa interessante chiacchierata! Sono certo che i nostri lettori abbiano trovato utili i tuoi spunti. Su queste novità ci sto lavorando anche io e saranno tutte inserite nell’edizione 2025 del mio manuale “Intermediario Assicurativo e Riassicurativo” per la preparazione dell’Esame IVASS per l’iscrizione alle sez. A e B del RUI.

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