L’Assicurazione per le Catastrofi: Un Nuovo Scenario Competitivo per Compagnie e Intermediari

La strada per ridurre la sottoassicurazione dei rischi catastrofali in Italia è ormai tracciata. La forte volontà del governo di trasferire il rischio delle calamità naturali dal sistema pubblico a quello privato si è concretizzata in due provvedimenti di legge: il Decreto Nat Cat, che impone l’obbligo per tutte le imprese di assicurarsi, e che ormai a breve entrerà in vigore e il Disegno di Legge (DDL) per le ricostruzioni post-calamità, che ha ricevuto un primo via libera alla Camera in questi giorni.
Il DDL Ricostruzioni fortemente voluto dal Ministro Musumeci prevede nuove norme uniformi per la gestione delle emergenze post-terremoti e alluvioni, garantendo una copertura nazionale uniforme per i danni agli edifici.
Una volta approvato definitivamente, il Governo avrà un anno di tempo per creare schemi assicurativi per cittadini e imprese, con un focus particolare sugli immobili e regole sui rischi indennizzabili e sui massimali che dovranno essere uniformi in tutto il territorio nazionale. Sarà istituito un nuovo sistema nazionale per la ricostruzione post-calamità, finanziato da un fondo dedicato, con tempi definiti per completare i lavori entro cinque-dieci anni. Il Consiglio dei Ministri avrà la facoltà di dichiarare lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale e di nominare un commissario per la gestione delle operazioni, con aggiornamenti semestrali sui progressi dei lavori, guidati da un piano pluriennale. Saranno creati nuovi fondi per supportare la ricostruzione e per la pianificazione urbanistica comunale. Il DDL prevede anche piani speciali per opere pubbliche e beni culturali, mettendo in risalto l’importanza di una ricostruzione che tenga conto del patrimonio storico e artistico del Paese.
Un’altra novità significativa è la creazione del Ruolo dei periti catastrofali presso la Consap, figure specializzate nella stima dei danni causati da eventi catastrofici. Questa misura mira a garantire una valutazione precisa e tempestiva dei danni, facilitando così il processo di indennizzo. Si tratta di una novità importante perchè l’attuale Ruolo dei periti Assicurativi non ha un sufficiente numero di professionisti per gestire sinistri di massa come quelli catastrofali. Nel 2023 ad esempio, anno in cui abbiamo avuto il record di auto danneggiate dalla grandine in Nord Italia, il sistema peritale attuale è andato in grande difficoltà nel gestire le numerose richieste di stima dei danni.
Una domanda cruciale riguarda l’obbligatorietà delle polizze anti-calamità. Sebbene nelle scorse settimane si sia ventilata la possibilità di estendere l’obbligo della sottoscrizione delle polizze assicurative anche ai cittadini, il testo attuale del DDL non prevede esplicitamente tale obbligo. Tuttavia, una volta creati gli schemi assicurativi e calmierati i prezzi grazie alla mutualizzazione dei rischi, la diffusione delle coperture sarà agevolata.
Un Nuovo Scenario Competitivo per Compagnie e Intermediari
Le Compagnie Assicurative e gli intermediari giocheranno un ruolo decisivo nella riduzione della storica sottoassicurazione italiana. Le compagnie potranno sfruttare il nuovo obbligo per le imprese per entrare con una copertura obbligatoria e poi proporre ulteriori coperture per rischi come incendio, business interruption, responsabilità civile, cyber risks, previdenza e welfare dei dipendenti.
Gli intermediari saranno impegnati il prossimo anno in un grande lavoro di riforma del portafoglio per riadeguare le attuali coperture catastrofali assicurate ai nuovi obblighi.
Le compagnie più grandi, con un ampio ventaglio di proposte e una rete di specialisti Danni/Business Advisor, probabilmente saranno avvantaggiate, ma anche i broker e gli intermediari assicurativi specializzati sulle aziende non si faranno scappare questa opportunità. La complessità tecnica dell’assicurazione contro i rischi catastrofali richiederà competenze specialistiche per poter andare in proposta, come dimostrano i primi questionari assicurativi in circolazione.
UnipolSai, ad esempio, punta a giocare un ruolo di primo piano nel prossimo anno, con l’obiettivo di entrare nelle aziende con le coperture contro le catastrofi naturali per poi ampliare la propria offerta alle altre coperture aziendali contando sull’ampio ventaglio di offerta lato danni e welfare a disposizione.
Si apre quindi un nuovo scenario competitivo, con attaccanti e difensori, leader e follower pronti a contendersi il mercato.
In conclusione, l’introduzione delle nuove normative rappresenta un passo decisivo verso una maggiore protezione contro le catastrofi naturali in Italia. La collaborazione tra istituzioni (che si spera diano regole chiare nelle prossime settimane), compagnie assicurative (che si spera diano indicazioni chiare alle loro reti) e intermediari sarà fondamentale per garantire una copertura adeguata e diffusa, riducendo la sottoassicurazione e proteggendo meglio cittadini e imprese. Questo nuovo scenario competitivo offrirà opportunità e sfide per tutti gli operatori del settore. La strada per un futuro più resiliente è comunque tracciata.
Autore: Salvatore Infantino
Fondatore di Insurance Lab – Formazione Assicurativa
Amministratore del sito www.ioassicuro.it
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La strada per ridurre la sottoassicurazione dei rischi catastrofali in Italia è ormai tracciata. La forte volontà del governo di trasferire il rischio delle calamità naturali dal sistema pubblico a quello privato si è concretizzata in due provvedimenti di legge: il Decreto Nat Cat, che impone l’obbligo per tutte le imprese di assicurarsi, e che ormai a breve entrerà in vigore e il Disegno di Legge (DDL) per le ricostruzioni post-calamità, che ha ricevuto un primo via libera alla Camera in questi giorni.
Il DDL Ricostruzioni fortemente voluto dal Ministro Musumeci prevede nuove norme uniformi per la gestione delle emergenze post-terremoti e alluvioni, garantendo una copertura nazionale uniforme per i danni agli edifici.
Una volta approvato definitivamente, il Governo avrà un anno di tempo per creare schemi assicurativi per cittadini e imprese, con un focus particolare sugli immobili e regole sui rischi indennizzabili e sui massimali che dovranno essere uniformi in tutto il territorio nazionale. Sarà istituito un nuovo sistema nazionale per la ricostruzione post-calamità, finanziato da un fondo dedicato, con tempi definiti per completare i lavori entro cinque-dieci anni. Il Consiglio dei Ministri avrà la facoltà di dichiarare lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale e di nominare un commissario per la gestione delle operazioni, con aggiornamenti semestrali sui progressi dei lavori, guidati da un piano pluriennale. Saranno creati nuovi fondi per supportare la ricostruzione e per la pianificazione urbanistica comunale. Il DDL prevede anche piani speciali per opere pubbliche e beni culturali, mettendo in risalto l’importanza di una ricostruzione che tenga conto del patrimonio storico e artistico del Paese.
Un’altra novità significativa è la creazione del Ruolo dei periti catastrofali presso la Consap, figure specializzate nella stima dei danni causati da eventi catastrofici. Questa misura mira a garantire una valutazione precisa e tempestiva dei danni, facilitando così il processo di indennizzo. Si tratta di una novità importante perchè l’attuale Ruolo dei periti Assicurativi non ha un sufficiente numero di professionisti per gestire sinistri di massa come quelli catastrofali. Nel 2023 ad esempio, anno in cui abbiamo avuto il record di auto danneggiate dalla grandine in Nord Italia, il sistema peritale attuale è andato in grande difficoltà nel gestire le numerose richieste di stima dei danni.
Una domanda cruciale riguarda l’obbligatorietà delle polizze anti-calamità. Sebbene nelle scorse settimane si sia ventilata la possibilità di estendere l’obbligo della sottoscrizione delle polizze assicurative anche ai cittadini, il testo attuale del DDL non prevede esplicitamente tale obbligo. Tuttavia, una volta creati gli schemi assicurativi e calmierati i prezzi grazie alla mutualizzazione dei rischi, la diffusione delle coperture sarà agevolata.
Un Nuovo Scenario Competitivo per Compagnie e Intermediari
Le Compagnie Assicurative e gli intermediari giocheranno un ruolo decisivo nella riduzione della storica sottoassicurazione italiana. Le compagnie potranno sfruttare il nuovo obbligo per le imprese per entrare con una copertura obbligatoria e poi proporre ulteriori coperture per rischi come incendio, business interruption, responsabilità civile, cyber risks, previdenza e welfare dei dipendenti.
Gli intermediari saranno impegnati il prossimo anno in un grande lavoro di riforma del portafoglio per riadeguare le attuali coperture catastrofali assicurate ai nuovi obblighi.
Le compagnie più grandi, con un ampio ventaglio di proposte e una rete di specialisti Danni/Business Advisor, probabilmente saranno avvantaggiate, ma anche i broker e gli intermediari assicurativi specializzati sulle aziende non si faranno scappare questa opportunità. La complessità tecnica dell’assicurazione contro i rischi catastrofali richiederà competenze specialistiche per poter andare in proposta, come dimostrano i primi questionari assicurativi in circolazione.
UnipolSai, ad esempio, punta a giocare un ruolo di primo piano nel prossimo anno, con l’obiettivo di entrare nelle aziende con le coperture contro le catastrofi naturali per poi ampliare la propria offerta alle altre coperture aziendali contando sull’ampio ventaglio di offerta lato danni e welfare a disposizione.
Si apre quindi un nuovo scenario competitivo, con attaccanti e difensori, leader e follower pronti a contendersi il mercato.
In conclusione, l’introduzione delle nuove normative rappresenta un passo decisivo verso una maggiore protezione contro le catastrofi naturali in Italia. La collaborazione tra istituzioni (che si spera diano regole chiare nelle prossime settimane), compagnie assicurative (che si spera diano indicazioni chiare alle loro reti) e intermediari sarà fondamentale per garantire una copertura adeguata e diffusa, riducendo la sottoassicurazione e proteggendo meglio cittadini e imprese. Questo nuovo scenario competitivo offrirà opportunità e sfide per tutti gli operatori del settore. La strada per un futuro più resiliente è comunque tracciata.
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